Le parodontiti colpiscono tipicamente gli adulti con un picco di insorgenza tra i 30 e i 40 anni e interessano circa il 60% della popolazione italiana nelle forme da lievi a gravi che rappresentano circa il 10% del totale.
Cos’è la Parodontite?
La parodontite è definita anche parodontopatia, o più volgarmente piorrea, per indicare l’infiammazione e la malattia dell’osso, della gengiva e dei suoi legamenti all’osso stesso. Dipende da più fattori concomitanti: in una persona che è suscettibile alla malattia per eredità genetica, i batteri della bocca si aggregano in una microscopica pellicola detta biofilm dentale che scende sotto la gengiva, infiamma il parodonto e provoca la sua risposta immunitaria che distrugge il parodonto per evitare che il suo organismo venga invaso dai batteri, portando infine alla distruzione irreversibile dell’osso e del legamento parodontale.
I diversi tipi di Parodontite
Le parodontiti sono molteplici e, in base alla gravità del danno presente al momento dell’osservazione clinica e alla rapidità di progressione, si possono classificare in quattro stadi e tre gradi. Tipicamente vengono suddivise in stato lieve, moderata e grave, mentre attualmente sono state classificate severità, complessità, distruzione e rapidità di progressione. Fattori come il fumo, il diabete, ricostruzioni dentali rovinate, carie dentali, concorrono ad una peggiore manifestazione come ad una minor efficacia della cura e del controllo della malattia.

Quali sono le cause della Parodontite?
Ribadendo che la parodontite è provocata da alcune specie batteriche che agiscono su una predisposizione ereditaria, vogliamo qui sottolineare quanto sia legata agli stili di vita e influenzata nel suo decorso da numerosi fattori locali e sistemici. Sappiamo per esempio che la cattiva igiene orale, il fumo, il diabete, alcune malattie che alterano la risposta immunitaria, alcune anomalie genetiche e lo stress, ne influenzano grandemente l’espressione clinica.
I Sintomi della Parodontite e come riconoscerla
La parodontite va diagnosticata in fase precoce. In questa fase non presenta alcun sintomo. E’ quindi importante l’auto osservazione per notare quelle alterazioni che si hanno in caso di gengivite, cioè quando siamo allo stadio di un’infiammazione che non coinvolge l’osso e che crea dei danni che sono però reversibili.
Le alterazioni cui prestare attenzione sono:
- orletto della gengiva con un colore più scuro (diverso), dal resto della gengiva stessa;
- porre attenzione se, sfregando con un filo o uno scovolino tra i denti, si genera del sanguinamento soprattutto nei denti dei settori laterali e posteriori;
- verificare di non avere alitosi persistente;
- la recessione gengivale vera non è dovuta alle parodontite, ma potrebbe essere un segno insieme all’ipersensibilità, ai cambi di temperatura o all’assunzione di alimenti dolci che, a volte, se associati, portano a recessione gengivale.
I sintomi della parodontite, quindi, compaiono quando il danno osseo è avvenuto ed è un danno irreversibile: si può e si deve bloccare la malattia curando le tasche parodontali anche senza chirurgia ove possibile, ma l’osso perso, non si recupera più se non in particolari situazioni con chirurgie mirate. La parodontite non provoca dolore o sanguinamento spontaneo. I sintomi che una persona può notare sono appunto quelli tardivi: mobilità, ipersensibilità, sanguinamento spontaneo, ascessi e gonfiori gengivali.
Quindi è importante prevenire con AUTODIAGNOSI e controlli periodici dal dentista il quale avrà il compito di fare prevenzione e cura (quando necessario) per e insieme a voi.
Cure e rimedi per la Parodontite: i consigli del dentista
Saper effettuare una corretta ed efficace igiene domiciliare, attuata con spazzolino manuale o preferibilmente elettrico completata dall’utilizzo di filo o meglio di uno scovolino per gli spazi interdentali, è la base per prevenire e per curare la parodontite. La stessa deve essere associata alle sedute periodiche di igiene professionale. Durante la prestazione professionale, l’igienista può intercettare l’eventuale inizio o la recidiva della malattia se siete già stati sottoposti ad un trattamento parodontale e indirizzarvi dal dentista per una valutazione diagnostica.
Il primo trattamento curativo per la parodontite è di tipo conservativo che comprende diverse fasi condotte dall’igienista specializzato in questi trattamenti:
- La prima fase è di raccolta dei dati e degli indici infiammatori che servono a stabilire il grado di rischio personale;
- Successivamente si procede con un trattamento non chirurgico delle tasche con strumentazioni specifiche ad ultrasuoni e manuali, utilizzo di polveri alla glicina e all’eritritolo e della luce laser, tutto il necessario per garantire la rimozione del tartaro e del tessuto necrotico microscopico peri dentale e stimolare la guarigione attraverso la formazione di un nuovo legamento della gengiva al dente e all’osso;
- Dopo due mesi circa si ha l’ultima fase in cui si valutano la guarigione delle tasche e la riduzione degli indici infiammatori.
Analizzando i risultati della cura conservativa non chirurgica descritta nel capoverso precedente, il dentista valuterà l’avvenuta guarigione o la necessità di cure aggiuntive chirurgiche al fine da eliminare la tasca, ottimizzare la possibilità di igiene domiciliare per il paziente e a ridurre il rischio di recidive della malattia. Tra le cure aggiuntive, potrebbe esservi la necessità di riposizionamento della gengiva a livello dell’osso dopo averlo rimodellato eliminando i difetti creati dalla malattia o anche rigenerare l’osso anziché rimodellarlo, in casi specifici selezionati in base alla tipologia della tasca e di altri fattori anatomici e delle caratteristiche generali della bocca del paziente.
Il laser utilizzato come unica terapia non consente di curare la parodontite. Va considerato come un valido ausilio in associazione alle altre terapie e tecnologie che l’igienista può utilizzare per detossificare e biostimolare la guarigione del parodonto riducendo l’invasività del trattamento e ottimizzando il periodo di guarigione.
Rimedi naturali per la cura e la prevenzione della parodontite non esistono. Esistono dei palliativi e dei rimedi come la propoli, il tarassaco, la betulla alba, per alleviare i sintomi dovuti alla sensibilità che si può associare alla parodontite. Volendo si può considerare l’ozono in questa sezione che sembra avere effetti benefici, pur non essendo un trattamento naturale, ma un farmaco che prevede la somministrazione da parte del dentista.
Abitudini preventive per la Parodontite

Consigli pratici per prevenire la parodontite.
- Spazzolare i denti almeno due volte al giorno con la tecnica corretta;
- Utilizzare il filo interdentale quotidianamente;
- Effettuare regolari controlli dentistici e sedute di igiene orale professionale;
- Adottare uno stile di vita sano, evitando il fumo e mantenendo sotto controllo condizioni come il diabete.
Parodontite in età giovanile: diffusione e trattamento
Esistono anche forme giovanili gravi, che a seconda delle statistiche interessano dallo 0,5% al 2% dei bambini e degli adolescenti. Questa forma è spesso legata a caratteristiche batteriche, genetiche e infiammatorie specifiche che ne determinano la gravità che la caratterizza. La cura della parodontite giovanile, più spesso che nelle forme dell’adulto, potrebbe richiedere l’utilizzo di farmaci antibiotici e di trattamenti chirurgici.
Conseguenze della Parodontite non trattata
Spesso la parodontite non viene diagnosticata o solo molto tardivamente. La mancata diagnosi precoce e la mancanza di un’adeguata terapia portano ad un peggioramento della masticazione e dell’aspetto estetico fino ad arrivare alla perdita degli elementi dentari. Inoltre oggi sappiamo che la parodontite è in relazione a malattie di altri organi: patologie cardiaco-vascolari infettive come l’endocardite o come l’infarto e l’ictus, infezioni di protesi sostitutive, diabete, malattie respiratorie; è correlata al rischio di nascita di bambini pretermine e sottopeso e può essere alla base di fenomeni ascessuali cerebrali.
FAQ SU PARADONTITE
- La parodontite è contagiosa? No, è dovuta a batteri, ma non è contagiosa; ci può essere un passaggio di batteri tra coniugi, ma se il soggetto non è predisposto la parodontite non si manifesta;
- Quali sono i fattori di rischio per la parodontite aggressiva? Fumo, scarsa igiene orale domiciliare e professionale, alimentazione scorretta, patologie sistemiche con in primis il diabete;
- È possibile curare la parodontite senza intervento chirurgico? Si, soprattutto se intercettata quando i difetti ossei sono iniziali;
- Come influisce la dieta sulla salute parodontale? E’ un cofattore importante favorendo le difese immunitarie dell’ospite che giocano un ruolo importante nella manifestazione della malattia sia iniziale che nelle recidive;
- Qual è il ruolo del laser nel trattamento della parodontite? E’ un coadiuvante del trattamento che vede il suo maggior valore nella capacità dell’igienista di utilizzare tutti i presidi oggi disponibili nel modo più efficace.





