Il tartaro dentale è un deposito solido che si forma quando la placca batterica, una pellicola appiccicosa composta da batteri e residui di cibo, non viene rimossa adeguatamente dai denti. La placca si mineralizza e diventa tartaro, un accumulo duro che aderisce alla superficie dei denti e si accumula lungo il bordo gengivale. Il tartaro non è solo un problema estetico, ma rappresenta una seria minaccia soprattutto per la salute orale, favorendo l’insorgenza di malattie gengivali come parodontite e gengivite.

Esistono due principali tipologie di tartaro:

  • Sopragengivale, visibile sopra la linea delle gengive, di solito di colore bianco o giallastro.
  • Sottogengivale, che si sviluppa sotto la linea delle gengive, spesso più scuro (grigio o nero) a causa del contatto con il sangue e altri fluidi corporei.

l tartaro si forma principalmente a causa di una scarsa igiene orale. Quando non si rimuove la placca con regolarità attraverso lo spazzolino e presidi interdentali come scovolino e filo interdentale, questa inizia a mineralizzarsi in meno di 48 ore.

Come si forma il tartaro sui denti?

Tra i fattori che favoriscono il tartaro troviamo:

  • Qualità e quantità del flusso salivare: un PH salivare troppo alcalino favorisce la mineralizzazione della placca.
  • Consumo insufficiente di acqua, che aiuta a lavare via i residui di cibo.

Fumo e abitudini scorrette, che possono accelerare la formazione del tartaro.

Sintomi del tartaro dentale

Il colore del tartaro può fornire indicazioni utili:

Giallo o bianco: comune sopra le gengive, indica una mineralizzazione recente.

Grigio o nero: si forma sotto la linea gengivale e può essere associato a infiammazione e accumulo di batteri mescolati a sangue.

Il tartaro contribuisce a infiammare le gengive, causando gonfiori e sanguinamento, segni tipici della gengivite. Se non trattato, può evolvere in parodontite, una condizione più grave che danneggia i tessuti di supporto del dente.

I batteri intrappolati nel tartaro rilasciano composti solforati, responsabili del caratteristico cattivo odore dell’alitosi.

Le conseguenze del tartaro dentale non trattato

Tra le conseguenze, possiamo evidenziare, sicuramente, Malattie gengivali croniche, come la Paradontite che possono progredire fino alla perdita di osso alveolare e elementi dentali, Carie , a causa dell’accumulo di batteri, infine, Alitosi persistente, difficilmente risolvibile senza intervento professionale.

Il tartaro diventa covo di batteri, capace di causare infezioni nelle bocche dei bambini e adulti.

Come rimuovere il tartaro dai denti

Rimedi professionali per eliminare il tartaro

L’igiene orale professionale, eseguita dall’igienista dentale, è l’unico modo efficace per rimuovere il tartaro. Utilizzando strumenti manuali o a ultrasuoni, l’igienista elimina i depositi senza danneggiare i denti. È importante sottoporsi a questa procedura regolarmente, almeno una volta ogni sei mesi.

Rimedi naturali per rimuovere il tartaro

Sebbene utilizzare collutori specifici possa aiutare a ridurre la placca, questi metodi non eliminano il tartaro consolidato.

Consigli utili per prevenire il tartaro dentale

Lavati i denti due volte al giorno con uno spazzolino elettrico;

Usa lo scovolino e/o filo interdentale ogni giorno per raggiungere le aree difficili;

Segui una dieta equilibrata, limitando zuccheri e carboidrati raffinati;

Bevi molta acqua e considera l’uso di collutori antibatterici.

Quando consigliato consultare il Dentista

Se noti segni come tartaro visibile, sanguinamento gengivale, alitosi persistente o sensibilità dentale, è il momento di prenotare una visita. Una pulizia professionale presso DOM Odontoiatria Milano può prevenire complicazioni e mantenere la tua bocca in salute. Prenota oggi stesso per una consulenza personalizzata.

FAQ SU TARTARO

  • Qual è la differenza tra placca e tartaro?

La placca è una pellicola morbida e appiccicosa composta da batteri e residui di cibo, che si forma quotidianamente sui denti. Se non viene rimossa con l’igiene orale, si indurisce trasformandosi in tartaro, un deposito duro che aderisce ai denti.

  • Il tartaro fa sanguinare le gengive?

Sì, il tartaro irrita i tessuti gengivali, causando infiammazione e sanguinamento, specialmente durante lo spazzolamento o l’uso del filo interdentale.

  • Il tartaro può causare alitosi?

Sì, il tartaro intrappola batteri che rilasciano composti maleodoranti, causando alitosi persistente.

  • Posso rimuovere il tartaro da solo a casa?

No, una volta formato, il tartaro può essere rimosso solo da un dentista attraverso la detartrasi professionale.

  • Il tartaro nero tra denti e gengive è pericoloso?

Sì, il tartaro nero, che si forma sotto le gengive, può indicare infiammazione grave o parodontite, richiedendo un trattamento tempestivo.

  • Quanto spesso dovrei fare una pulizia professionale per rimuovere il tartaro?

Generalmente ogni 6 mesi, ma la frequenza può variare a seconda delle esigenze personali e delle raccomandazioni del dentista.